La sanatoria edilizia a Modena è il percorso che regolarizza ciò che è stato costruito in modo diverso dal titolo, o senza titolo. Di solito emerge quando compri, vendi o ristrutturi: il rilievo mostra un tramezzo spostato, un vano in più, una finestra assente dalla planimetria. Non è una condanna, ma non va rimandata né improvvisata. Dal 2024 il decreto Salva Casa ha cambiato alcune strade, e in Emilia-Romagna la Regione ha recepito le novità con una legge propria. Ti spiego come orientarti, senza promesse valide per tutti.
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Una difformità è la differenza tra ciò che il titolo edilizio autorizza e ciò che esiste davvero. Nasce da lavori vecchi di decenni, da varianti mai dichiarate o da progetti eseguiti solo in parte.
Il nodo è lo stato legittimo dell’immobile. Il Testo unico dell’edilizia (DPR 380/2001, art. 9-bis) lo fa coincidere con il titolo che ha legittimato la costruzione, o con quello dell’ultimo intervento sull’intero immobile, integrato dai titoli successivi. Contano anche i titoli in sanatoria, dopo il pagamento delle sanzioni previste. Se muri e carte raccontano storie diverse, notaio e banca se ne accorgono. Dopo il Salva Casa, per lo stato legittimo di un appartamento non contano le difformità sulle parti comuni del condominio, e viceversa (art. 9-bis, comma 1-ter). Meglio scoprirlo prima.
Una difformità ignorata non sparisce: resta nell’immobile e passa a chi lo compra.

Cosa ha cambiato il Salva Casa nella sanatoria edilizia a Modena
Il Salva Casa è il decreto-legge 29 maggio 2024, n. 69, convertito con modificazioni dalla legge 24 luglio 2024, n. 105. Ha riscritto parte del Testo unico. Non ha trasformato ogni abuso in una pratica tardiva: ha ridisegnato i binari, ciascuno con requisiti propri.
L’accertamento di conformità dell’art. 36 riguarda le opere senza permesso di costruire o in totale difformità. Richiede la doppia conformità: l’opera deve rispettare la disciplina urbanistica ed edilizia sia quando è stata realizzata sia quando presenti la domanda. Il nuovo art. 36-bis riguarda invece le parziali difformità dal permesso o dalla SCIA e le variazioni essenziali. Qui i requisiti sono asimmetrici: conta l’urbanistica vigente alla domanda, mentre per l’edilizia si guarda ai requisiti in vigore all’epoca dei lavori.
Le tolleranze dell’art. 34-bis, che in Emilia-Romagna l’art. 19-bis della LR 23/2004 riprende con le stesse percentuali, sono un discorso a parte. Per gli interventi realizzati entro il 24 maggio 2024 gli scostamenti ammessi vanno dal 2 al 6 per cento delle misure del titolo. La percentuale dipende dalla superficie utile dell’unità. Per le opere successive al 24 maggio 2024 resta il 2 per cento come regola generale. Non sono una sanatoria: sono scostamenti che la legge non considera violazione. Un caso a parte è l’art. 34-ter: regolarizza con SCIA e oblazione le varianti in corso d’opera su titoli rilasciati prima della legge 10/1977, se non rientrano nelle tolleranze.
| Situazione | Riferimento (DPR 380/2001) | Cosa comporta |
|---|---|---|
| Scostamenti entro le tolleranze | Art. 34-bis | Nessuna sanatoria: li dichiara il tecnico |
| Opere senza permesso o in totale difformità | Art. 36 | Doppia conformità e oblazione |
| Parziali difformità e variazioni essenziali | Art. 36-bis | Urbanistica di oggi, edilizia dell’epoca dei lavori |
| Lavori in CILA non comunicata | Art. 6-bis, c. 5 | 1.000 euro, ridotti di due terzi se spontanea a lavori in corso |
Salva Casa non vuol dire sanatoria per tutto: cambia i requisiti di alcune strade, non l’obbligo di scegliere quella giusta.
Una CILA presentata in ritardo non sana quindi un’opera difforme: la sanzione punisce solo l’omessa comunicazione.
La cornice dell’Emilia-Romagna per la sanatoria edilizia a Modena
Sopra la norma nazionale c’è la legge regionale. In Emilia-Romagna l’accertamento di conformità è regolato dall’art. 17 della LR 23/2004. La LR 25 luglio 2025, n. 5 lo ha riscritto per recepire il Salva Casa, e la LR 29 dicembre 2025, n. 11 lo ha poi ritoccato. L’impianto ricalca quello nazionale: permesso o SCIA in sanatoria per le parziali difformità, se l’opera è conforme all’urbanistica di oggi e ai requisiti edilizi dell’epoca.
La legge dà allo Sportello unico due poteri concreti. Può condizionare il titolo in sanatoria all’esecuzione degli interventi necessari, anche strutturali, e alla rimozione di ciò che non è sanabile. E gli effetti di sanatoria arrivano solo con il pagamento integrale dell’oblazione. Per il permesso in sanatoria delle parziali difformità il Comune risponde entro quarantacinque giorni, e il silenzio vale accoglimento. Per le opere senza titolo o in totale difformità i giorni sono sessanta, e il silenzio vale rifiuto.
Lo Sportello unico stabilisce l’oblazione secondo la legge regionale, caso per caso. Non esiste una cifra valida in astratto. In zona sismica o su immobili vincolati si aggiungono la regolarizzazione sismica (art. 17-quater) e la compatibilità paesaggistica (art. 17-ter).
A Modena il riferimento urbanistico è il PUG, approvato con delibera del Consiglio comunale n. 46 del 22 giugno 2023 e in vigore dal 2 agosto 2023. Le pratiche si presentano in via telematica al Comune, che consente di prenotare un appuntamento con i tecnici dell’edilizia privata.
Nella sanatoria contano tre livelli: il Testo unico, la legge regionale e il PUG. Il tecnico li legge tutti e tre.
Il metodo: prima si capisce, poi si sceglie lo strumento
Il metodo non cambia con la distanza, anche se lo studio è a Mantova e i cantieri sono in Emilia-Romagna. Prima ricostruisco la storia edilizia, poi classifico la difformità, infine scelgo lo strumento. Partire da “facciamo una sanatoria” senza conoscere il problema è il modo più rapido per peggiorare la posizione.
Per una prima valutazione servono tre cose:
- i titoli edilizi storici: licenze, concessioni, permessi, CILA e SCIA;
- la planimetria catastale e la visura aggiornate;
- un rilievo dello stato di fatto, da confrontare con le carte.
Autorizzare un intervento nuovo e regolarizzare il passato sono operazioni diverse. Le pratiche edilizie a Modena, da CILA a permesso di costruire, partono prima dei lavori. Il lavoro di architetto a Modena su una difformità segue invece tre passaggi.
| Fase | Cosa si fa | Cosa si ottiene |
|---|---|---|
| Ricostruzione | Recupero titoli e planimetrie | Storia edilizia chiara |
| Rilievo | Misuro lo stato reale | Difformità individuata |
| Inquadramento | Scelgo il binario normativo | Percorso definito |
Il cantiere esegue. Non decide. Vale anche qui: prima la diagnosi, poi i lavori di adeguamento.
Domande frequenti sulla sanatoria edilizia a Modena
Il Salva Casa sana automaticamente gli abusi?
No. Il decreto ha ampliato alcune possibilità e ridefinito le procedure, ma non rende regolare qualsiasi difformità. Ogni caso va verificato sui requisiti della norma applicabile. Ciò che è sanabile in un immobile può non esserlo in un altro, anche a parità di opere.
Una CILA o una SCIA tardiva sistema la difformità?
Non necessariamente. La CILA tardiva comporta una sanzione per l’omessa comunicazione, non sana un’opera non conforme. Per opere già realizzate senza titolo o in difformità servono i percorsi specifici, cioè gli articoli 36 e 36-bis del Testo unico e l’art. 17 della legge regionale 23/2004.
Quanto costa regolarizzare una difformità a Modena?
Dipende dal caso. L’oblazione è fissata dallo Sportello unico secondo la legge regionale, in base al tipo di opera e al valore dell’immobile. Si aggiungono la parcella del tecnico e gli eventuali interventi richiesti. Una cifra seria si dà solo dopo il rilievo e l’inquadramento normativo.
Cambia qualcosa se l’immobile è in zona sismica o vincolata?
Sì. Per le opere con rilevanza strutturale in zona sismica la legge regionale richiede la regolarizzazione sismica. Se manca l’autorizzazione paesaggistica serve l’accertamento di compatibilità, con parere della Soprintendenza. Sono passaggi in più che allungano i tempi e vanno previsti fin dall’inizio.
Informazioni aggiornate a settembre 2026. Le regole sulle difformità cambiano con frequenza: prima di muovere una pratica fai valutare il tuo caso da un tecnico abilitato.
